Tra gli aspetti più affascinanti del mondo del vino, ci piace sottolineare come non ci saranno mai due annate uguali nella produzione, in qualunque regione del mondo. Ogni anno, infatti, è caratterizzato da stagioni soggette a fenomeni atmosferici che condizionano l’intero ciclo produttivo della vite. Quando stappiamo una bottiglia, scopriamo nel vino profumi, aromi e sapori caratteristici della specifica annata, derivanti da più fattori, soprattutto climatici, che cambiano di anno in anno.
Se l’annata ci consente, conoscendo l’andamento meteorologico delle stagioni, di ottenere una fotografia sulla qualità di un vino, non si deve mai generalizzare. Bisogna infatti far sempre riferimento a una determinata zona: è evidente che l’impatto su un Sangiovese del Chianti, un Nebbiolo delle Langhe o un Sauvignon del Collio non sarà stato lo stesso.
Il 2018 in Toscana
Il millesimo 2018 è stato caratterizzato, in Toscana come nella maggior parte d’Italia, da punte di caldo alternate a precipitazioni, che spesso hanno creato una sensibile umidità. Grazie al caldo di aprile e maggio e a una seconda metà di settembre pressoché ottimale dappertutto, l’andamento è stato regolare. L’elevato numero di grappoli per ettaro ha portato a una produzione abbondante che si colloca al II posto tra le vendemmie di questo secolo. Una vendemmia produttiva ma di ottima qualità, con numerosi vini rossi eleganti, gustosi e piacevoli da bere fin da giovani.
Andiamo quindi alla scoperta di alcune etichette toscane delle principali zone, selezionate da Gino Frutta&Bistrot.
Chianti Classico
Nel Chianti Classico il millesimo 2018 è stato senza dubbio molto buono. I nostri assaggi hanno confermato l’impressione, per così dire, “classica” dell’annata, molto “chiantigiana”. Vini intriganti sul piano aromatico, come il Chianti Classico di Bibbiano. Scorrevoli e succulenti al palato, come il Chianti Classico di San Giusto a Rentennano. Vini che possono ancora attendere in bottiglia, ma che sono già adesso integrati e completi.
Bolgheri
Sulla costa, tra Bolgheri e Castagneto Carducci, il millesimo 2018 è risultato particolarmente bilanciato, con vini più portati alla finezza e alla precisione stilistica che alla potenza, come il Rosso de Le Macchiole (Merlot 50%, Cabernet Sauvignon 20%, Cabernet Franc 15% e Syrah 15%). Oppure di grande complessità aromatica e un finale fresco e persistente, quale il Guidalberto della Tenuta San Guido (Cabernet Sauvignon 60%, Merlot 40%), fratello cadetto del Sassicaia.
Montalcino
Se il Brunello 2018 è ancora in fase di maturazione, il Rosso è entrato in commercio alcuni mesi fa con grande soddisfazione dei nostri clienti. Sono vini dalla tonalità di colore intensa, con gradazioni sostenute ma bilanciate da valori di acidità elevati, risultando succosi e freschi al palato. Il Rosso di Montalcino di Ofelio Fattoi è per noi un cavallo sicuro su cui puntare, con i suoi profumi franchi e la bocca fragrante. Il Rosso di Montalcino dell’Azienda Gricola Le Chiuse ha un bouquet di aromi ampio, con classiche note di ciliegia, amarena e spezie, mentre al palato è elegante, con tannini morbidi e maturi. Se si vuole salire in complessità, senza perdere finezza e territorialità, una chicca è il Rosso Toscana IGT La Quinta 2018 di Podere Giodo, azienda che ha visto premiare con 100/100 dalla critica internazionale il suo Brunello 2016.
Colline Lucchesi
Da un vigneto coltivato seguendo i principi dell’agricoltura biodinamica, il Poggio de’ Paoli della Tenuta Lenzini (a base di Cabernet Sauvignon) ha profumi netti di frutti rossi, in primis la ciliegia, seguita da prugna e geranio. Al palato i tannini sono morbidi, il vino è piacevole, con dolci note speziate, balsamiche e un finale fresco tipico dell’annata.


















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