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Tignanello Antinori: il vino toscano più conosciuto, ma ancora tutto da conoscere!

Tignanello

È indubbio che il Tignanello, assieme al Sassicaia, sia uno dei due pilastri sui quali è cresciuta e si è sviluppata anche come prestigio la viticoltura toscana, oggi celebre nel mondo. Se senza il Sassicaia non ci sarebbe Bolgheri, senza il Tignanello forse non ci sarebbe il Chianti Classico moderno.

Perché Tignanello è nome di una tenuta che i Marchesi Antinori possiedono in Chianti Classico: è infatti prodotto esclusivamente dall’omonimo vigneto che si trova presso Tenuta Tignanello su un terreno di 57 ettari esposto a sud-ovest, di origine calcarea con elementi tufacei, a un’altezza tra i 350 e i 400 metri s.l.m.

È stato il primo Sangiovese a essere affinato in barrique, il primo vino rosso moderno assemblato con varietà non tradizionali, quali il Cabernet, e tra i primi vini rossi nel Chianti a non usare uve bianche.

L’etichetta fu disegnata da Silvio Coppola nel 1974, per l’uscita dell’annata 1971. Fu in una cena del 1973 al Castello della Sala che uscì fuori il nome di Coppola. Grafico e designer, famoso per le sue lampade essenziali, i mobili rigorosi, ma anche le copertine di tanti libri Feltrinelli, Coppola era il nome giusto per quel lavoro.

Tignanello poi porta in etichetta il “Te Duce Proficio”, lo stemma storico della famiglia Antinori, a simboleggiare l’importanza capitale che il vino ha per l’Azienda stessa, al punto che, Il Marchese Piero Antinori, attuale Presidente Onorario, decise di far firmare l’etichetta di Tignanello a suo padre, Niccolò Antinori, come simbolo di riconoscenza per la fiducia dimostratagli.

Non tutti sanno che Tignanello, in origine, era etichettato come “Chianti Classico Riserva vigneto Tignanello”. È stato vinificato per la prima volta da un unico vigneto con l’annata 1970, quando conteneva il 20% di Canaiolo e il 5% di Trebbiano e Malvasia, ed era affinato in piccole botti di rovere. Con l’annata 1971 è diventato vino da tavola di Toscana, è stato chiamato Tignanello e con l’annata 1975 le uve bianche sono state totalmente eliminate, un decennio prima che la pratica venisse codificata nel disciplinare del Chianti Classico. Dal 1982 la composizione è rimasta invariata. Tignanello viene prodotto soltanto nelle annate migliori; non è stato prodotto nel 1972, 1973,1974, 1976, 1984, 1992 e 2002.

Di colore rosso rubino intenso e profondo, Tignanello 2018, disponibile sul nostro E-commerce e da Gino Bistrot anche in formato Magnum e nell rarissima Doppia Magnum, colpisce al naso per la sua complessità: note di frutta rossa matura, di amarena, visciola e ribes, si uniscono a dolci sentori di vaniglia, menta e delicate sensazioni di pepe bianco e mirto. Al palato è ricco ed equilibrato: i tannini morbidi e setosi sono sostenuti da un’ottima freschezza in grado di donare lunghezza, eleganza e persistenza gustativa. Un’annata eccellente, per un vino di grande costanza qualitativa.